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Lot 38: A basin, Faenza, last quarter of the 16th century

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

25 October 2016

Genoa, GE, Italy

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Description: Maiolica Diametro cm 45 buona conservazione; minime scheggiature al bordo Provenienza: collezione privata , Grande bacile apodo, con cavetto di media profondità e con stretta tesa orizzontale. Nel cavetto, a campo libero, domina una composizione entro cui campeggia uno stemma prelatizio, sorretto da due imponenti figure femminili stanti, vestite di lunghe tuniche e reggenti ciascuna un’asta lunga e sottile; alle loro spalle si apre un grandioso impianto architettonico, con classiche colonne, cella sacra, scalinata d’accesso ecc.. che sembra volere evocare un tempio classico; sullo sfondo si intravedono colline. Dipinto in arancio, azzurro, bruno e giallo. Per quanto attiene alla tipologia di tale bacile, ricordiamo che nell’inventario della bottega faentina di Virgiliotto Calamelli del 1556 sono genericamente indicati come “baccili”, dizione che viene ripresa ancora nei documenti riguardanti la bottega dei Bettisi, del 1568 e 1590. Esso inoltre è tra gli oggetti “da pompa” tra i più curati, sia tecnicamente sia pittoricamente, richiesto all’interno dei grandi servizi (“credenze”) soprattutto per soddisfare il desiderio di celebrazione del prestigio delle committenze altolocate e di influenti prelati, come dimostrano i numerosi esempi ascrivibili alle più prestigiose botteghe di Faenza (Calamelli, Bettisi, Utili, Galamini ecc.), spesso stemmati, che rimandano nell’araldica ad importanti committenze locali ed extralocali. Tra i bacili stemmati, inoltre, notevoli sono quelli con stemma “sorret- to”, come questo caso ben dimostra, in cui si cimentano maestri anonimi, che applicano lo stile “compendiario” dei “bianchi di Faenza” con magistrale talento pittorico, che si esplica in fastosi impianti scenografici che richiamano, ad esempio, quelli delle monumentali fontane pubbliche barocche del secondo ‘500 (“mostre da acqua”), composte di arcate, nicchie, colonne, frontoni, gradinate e figure allegoriche spesso “tenenti”, come in questo caso, uno stemma1. Si noti anche come le due belle figure mostrino modi e cadenze stilistiche ancora prossime all’essenza pittorica miglior “compendiario”, cioè schizzate di getto, quasi senza segno di contorno, vestite di tuniche dai panneggi che calano morbidi sui loro corpi e avvolte in sciarpe che si snodano alle loro spalle con la impalpabile qualità della seta: il tutto dipinto con una tenue, sofisticata policromia. 1RAVANELLI GUIDOTTI 1996, pp. 393- 394, e scheda 127 pp. 462- 463.

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