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Lot 88: A bowl, Gubbio, master Giorgio workshop, 1535-40

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

25 October 2016

Genoa, GE, Italy

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Past Lot
  • A bowl, Gubbio, master Giorgio workshop, 1535-40
  • A bowl, Gubbio, master Giorgio workshop, 1535-40
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Description: Maiolica “a lustro” Diametro cm 19,8 buona conservazione; minime scheggiature al bordo Provenienza: collezione privata , La coppa presenta umbone centrale, ampia parete mossa da sbaccellature (“abborchiata”), ampio e basso piede incavato e con minimo appoggio ad anello. Dipinta in blu e “a lustro”. Nell’umbone, all’interno di un medaglione deli- mitato da filettature, è raffigurato Eros stante, bendato e con a fianco la faretra, che con una mano regge l’arco e con l’altra una freccia, suoi canonici attributi; sullo sfondo accenno di monti all’orizzonte. Attorno, sulla restante superficie, si dispongono dieci pigne, corrispondenti ad altret- tante baccellature, alternate a steli sinuosi con foglie e corolle. Sul verso col “lustro” sono tracciate sei filettature. Dipinta in blu e a “lustro”. Il tema centrale rimanda ad un significato “amatorio” (“amor cieco”) di questa coppa, di raffinata fattura sia nella qualità del “lustro” di due toni, dorato e ramato, sia nella foggiatura a sottile spessore. E’ tipologia che si ricavava mediante l’uso di stampi, in modo da ottenere superfici a basso rilievo, su cui il “lustro” può creare effetti cangianti di luce. Per questa ragione ne sono giunte a noi diverse versioni del tutto analoghe a questa in esame: gli stessi tralci con corolle, entro giro di pigne, che è retaggio della tradizione tardo- medievale “arcaica” umbra, caratterizzavano due coppe, un tempo nella collezione Ducrot1. Una delle due conferma il carattere in molti casi “d’amore” di tali opere, portando, anziché Eros, un cuore trafitto, come in una coppa dei Musei Civici di Pesaro2. Le stesse pigne invece talvolta possono circondare il busto di una “bella”3, il monogramma bernardiniano “I.H.S”, come nel caso di due coppe, rispettivamente nel Museo di Varallo Sesia 4 e già nella collezione Paul Gravier5; un’altra ancora era nella collezioneTestart6,ma anche ad Amsterdam, nel Rijksmuseum, con al centro il Leone di San Marco, e ben tre al Louvre, di cui una porta lo stesso soggetto della nostra, cioè Eros bendato7, una al MIC e nel Metropolitan di New York, con al centro la testa di un cherubi- no8, altra con l’agnello mistico9, altra ancora con S. Rocco10, con San Sebastiano11 e varie in colle- zioni private, delle quali alcune portano al centro S. Giovannino12 o altre figure di santo13. Lo stesso soggetto centrale a bassorilievo, evidentemente dedotto dallo stesso stampo impiegato per l’umbone, si nota su una coppa eugubina a lustro, un tempo nella raccolta Pisa14. 1BALLARDINI,Tav. 37, nn. 93, 95. 2 SANNIPOLI 2004, fig. 13, p. 59. Lo stesso museo pesa- rese documenta anche la medesima foggia con al cen- tro il “Pio Pellicano” (MANCINI DELLA CHIARA 1979, scheda 162. 3RACKHAM 1940, n. 512). 4ANVERSA 2007, scheda 92, pp. 200-201. 5Hotel Drouot, 16- 17 novembre 1922, n. 48. 6Già Leman e Portier; Hotel Drouot, 24- 25 Juin 1924. 7GIACOMOTTI 1974, schede nn. 709, 720, 723, 724. 8FIOCCO – GHERARDI,1989, scheda 375, p. 500; RA- SMUSSEN 1989, scheda 134, pp. 216- 217, v. anche nello stesso museo americano altra con stemma Orsini (RA- SMUSSEN 1989, scheda 135, pp. 216- 218). 9PRENTICEVON ERDBERG- C.ROSS 1952,scheda 34. 10HAUSMANN 2002, scheda 38, pp. 100- 101. 11RACKHAM 1940, n. 709. 12RACKHAM 1940, n. 708; FIOCCO- GHERARDI- SFEIR FAKHRI 2015, scheda 47, pp. 162- 163. 13SANNIPOLI 2010, schede 2.7, 2.8, 2.9, pp. 122- 125, 166- 167; GARDELLI 1986, scheda 99, pp. 260- 261; EA- DEM 1999, scheda 145, pp. 328- 329. 14RACCOLTA PISA 1937, n. 575. 1937.

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