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Lot 44: A bowl, Urbino, Guido di Merlino workshop, 1543

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

25 October 2016

Genoa, GE, Italy

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Sold
  • A bowl, Urbino, Guido di Merlino workshop, 1543
  • A bowl, Urbino, Guido di Merlino workshop, 1543
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Description: Maiolica Diametro cm 26, 2 connessioni e parte del piede mancante Provenienza: collezione privata , L’opera mostra cavetto piano, bordo leggermente rialzato e piede totalmente limato, ma che in origine doveva essere presumibilmente basso e svasato. All’interno del recto, a piena superficie, è istoriata una scena di battaglia, con due cavalieri in primo piano che si affrontano con la spada, seguiti da uomini a piedi armati di lancia (a); sulla destra è posta l’allegorica figura del fiume, canonicamente laurata e sdraiata accanto ad una giara da cui sgorga acqua, con altri uomini attorno. Sullo sfondo ampie architetture che probabilmente vogliono evocare Roma, in cui domina un edificio circolare fortificato simile a Castel Sant’Angelo. Sul verso, al centro del cavo del piede, sono tracciate col blu la data “1543” e la legenda Strepitus armorum (b). La coppa è del tipo cinquecentesco a cavetto li- scio, piatto, foggia particolarmente atta ad essere istoriata. La scena illustra una convulsa battaglia in cui il fragore delle armi, lo strepitus armorum della legenda, è presente in molti testi della letteratura latina, specie nei passi che narrano dei terribili scontri tra romani e cartaginesi (Livio, Annibale sconfigge i romani). Questi sono protagonisti anche dell’incisione detta della “Battaglia a scimitarra”, di Agostino Veneziano, a cui il maiolicaro si è ispirato per la figura del cavaliere al centro della scena istoriata (c,d). L’opera è ascrivibile alla bottega di Guido di Merlino, ad un maestro molto vicino alla maniera a quella di Francesco Durantino, che si giova di architetture imponenti, di rocce a scaglie verticali sugli sfondi e di personaggi dalle anatomie piuttosto robuste, la criniera dei cavalli, ecc. che inducono a confrontarlo con opere stilisticamente vicine, che si conservano al British Museum1, ad un frammento di piatto nella Wallace Collection2, e nel museo di Amburgo e all’Ermitage3. Non meno interessante la legenda Stepitus armorum, tracciata in un bel corsivo, dipinta anche sul verso di un’altra opera, ma di altra mano4. 1THORNTON- WILSON 2009, schede 187- 188, pp. 313-316. 2WILSON 2004, p. 124, Fig. 24. 3IVANOVA 2003, n. 5, p. 812; attr. Francesco Durantino, nella bottega di Guido di Merlino, 1540. 4CHRISTIE’S 1965, p. 16.

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