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Lot 46: A bowl, Urbino, Guido di Merlino workshop, circa 1550

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

25 October 2016

Genoa, GE, Italy

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Description: Maiolica Diametro cm 25,5 Connessioni e una lacuna restaurata al bordo Provenienza: mercato antiquario , Coppa a cavetto piano, bordo leggermente rialzato e piede a parete svasata. Sul recto, a piena superficie, è illustrato un passo del vangelo secondo Giovanni, con “Gesù e l’adultera” (Gv 8, 2-11). La scena coglie il momento in cui Gesù, dopo avere pronunciato la famosa frase agli accusatori di una adultera “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, libera la donna dalla lapidazione e con segno benedicente si congeda da lei dicendo “va, e d’ora in poi non peccare più”; ai lati, a sinistra si notano le colonne del tempio ed una figura (probabilmente uno scriba) e dall’ altra un gruppo di uomini (probabilmente i Farisei) che si allontanano, dirigendosi verso un’ altura con edifici. Sullo sfondo una distesa acquea e una veduta di città (Gerusalemme?). Dipinta in piena policromia. L’opera mostra tratti stilistici piuttosto consueti nel contesto dell’istoriato metaurense, specie urbinate, della metà del ‘500. Tuttavia la caratterizzano alcuni aspetti quali, ad esempio, la simmetrica partizione della scena in due blocchi, figurativi e architettonici, il fluire dei panneggi delle tuniche con gli orli sollevati che si aprono leggeri, per dare azione ai personaggi, e soprattutto efficacissima è l’enfasi del gesto di Gesù, la cui mano è fulcro centrale della composizione. Diverse le opere che si potrebbero chiamare a confronto stilistico con questa: pertanto restringiamo la segnalazione ad una coppa del Museo di Braunschweig, con “Il ratto di Elena”, ascritta alla bottega di Guido di Merlino intorno al 1540-45 1ed un’altra, raffigurante “La sentenza di Salomone”, datata “1551” 2. Lo stesso soggetto è istoriato ancora alcuni decenni dopo, come dimostra una terza coppa, attribuibile alla bottega dei Patanazzi, che si conserva nella Galleria delle Marche a Urbino. 1LESSMANN 1979, scheda 158; v. anche altre opere, nel catalogo della collezione di Goethe a Weimar, curato dalla stessa Lessmann (LESSMANN 2015, schede 38-42). 2BEALU 2010, p. 55.

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