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Lot 74: A plate, Deruta, first half of the 16th century

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

25 October 2016

Genoa, GE, Italy

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  • A plate, Deruta, first half of the 16th century
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Description: Maiolica Diametro cm 38 Incrinatura e restauri Provenienza: collezione privata , La foggia del piatto presenta ampio cavetto, larga tesa ad orlo a spigolo rialzato, e piede a cercine. All’interno del cavetto campeggia il busto di una donna, ritratto frontalmente, con sottili giri di perle al collo, capelli raccolti in una cuffia, camicetta ricamata e un mantello sulle spalle; dietro al busto si snoda un cartiglio con la legenda “LVCRETIA BELLA”. Lungo la tesa, due settori racchiudono palmette e si alternano ad altri quattro con fasce e foglie e ad altri due con embricazioni. Sul verso, che è invetriato, sono tracciate tre larghe pennellate circolari. Dipinto in arancio, blu, giallo e verde. L’opera fa parte della ricca serie delle “belle” donne, realizzate a Deruta in policromia nel corso della prima metà del ‘500. Tuttavia siamo in presenza di una tipologia di “bella”, che segue uno schema diverso da quelli tradizionali e aulici col busto canonicamente di profilo, qui invece proposto frontalmente, con spalle ampie e con il volto della donna girato di tre quarti verso lo spettatore, impianto comune anche alla cultura figurativa marchigiana. Essa infatti, rispetto alle auliche versioni delle “belle”, specie “a lustro”, perde un po’ di sofisticata stilizzazione e di grazia classicheggiante attinta alla grande pittura umbra, per acquistare un sapore di tono popolare più vicino alla realtà del tempo, che si manifesta anche con l’enfatizzazione di certi dettagli, come gli occhi marcati e con grandi pupille, la fattura dell’orecchio, ecc. La decorazione complementare sulla tesa è pressochè identica a quella della “bella” esaminata nella scheda n. 73, ma con l’aggiunta di due settori ad embricazioni. Una simile impostazione del busto, che viene accolta anche nella seconda metà del ‘500 nella bottega del Mancini, si riscontra in altri piatti, come quelli nei musei di Ecouen1, di Deruta2, di Berlino3 e di Chambery (inv. M. 963). Queste sono inclusioni significative per l’attribuzione a Deruta di altri vasellami, come il piatto che segue e diverse altre opere del centro umbro, che talora sono state ascritte all’ambito senese, laziale e perfino a quello meridionale. 1GIACOMOTTI 1974, scheda n. 518. 2BUSTI- COCCHI 1999, schede 75 e 83, pp. 185 e 193. 3HAUSMANN 1986, scheda 12, p. 30. Bibliografia L’opera è pubblicata in: BATINI 1974, pag. 323; GALE- AZZI-VALENTINI 1975, p. 82. L’opera è stata esposta alla 4a Mostra Mercato Nationale Antiq.Todi, 1972, cat. p. 181.

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