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Lot 54: A saltshaker, Urbino, Patanazzi workshop, second half of the 16th century

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

25 October 2016

Genoa, GE, Italy

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  • A saltshaker, Urbino, Patanazzi workshop, second half of the 16th century
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Description: Maiolica Altezza cm 16; diametro vaschetta portasale cm 10; lato base max cm 14 Cadute di smalto, lievi mancanze visibili Provenienza: collezione privata, Piccola composizione plastica, composta da tre arpie con testa leonina,accosciate,legate,tra,loro da un nastro e poggianti su una base triangolare con angoli smussati; superiormente reggono la vaschetta, che è circolare e presenta la scritta “SALE”, tracciata in caratteri capitali. Dipinta a piena policromia. La struttura di piccole plastiche maiolicate come questa, piuttosto complessa, era ricavata mediante l’uso di matrici da stampo, in dotazione alle botteghe urbinati, attive soprattutto nell’ultimo quarto del ‘500, che avevano acquisito un vasto repertorio nel quale venivano elaborati gli elementi costitutivi della “grottesca”, la stessa che veniva proposta dipinta sui vasellami: putti, arpie, cherubini, figurine mostruose, mascheroni, zampe ferine ecc.: elementi che ornano gli angoli delle vaschette portautensili dei calamai, dei fianchi delle fiasche “da pellegrino” e delle saliere, come questo caso dimostra. Essi furono applicati sempre con una disinvolta intercambiabilità dai modellatori urbinati, specie quelli attivi nella bottega dei Patanazzi, dal 1580 in poi, facendo sì che queste realizzazioni plastiche diventassero curiose antologie della scultura tardo manierista minore, che nel secondo ‘500 si manifestava in forme bronzee, come bacili o bracieri, saliere, rinfrescatoi, calamai, trionfi da tavola e torciere. Proprio a queste ultime conviene qui far riferimento, perché la Galleria delle Marche ad Urbino conserva una coppia di torciere in maiolica, di fastosa fattura plastica, attribuite alla stessa bottega urbinate, in cui nella zona mediana sono visibili delle sfingi leonine, molto affini a quelle che nell’opera in esame reggono la vaschetta porta- sale1. Va ricordato infine che la saliera era tra gli arredi della tavola più in uso nel ‘500 e che proprio negli inventari del palazzo Ducale di Urbino ne sono elencate un gran numero, ma è tipologia che aveva ampio riscontro anche in altre aree del Ducato2. Segnaliamo saliere del tutto simili nella foggia e nella plastica, nei Civici Musei di Pesaro3, nel Wurtembergisches Landes Museum Stutt- gar t, nel Los Angeles County Museum, nel Museo di Norimberga4 e altre passate all’asta5. 1Un’altra coppia di analoghe torciere era nella collezione Cucci di Rimini: (GARDELLI 1987, scheda 70, pp. 162- 163). 2GRESTA 2010, scheda 3. 46, pp. 294- 295. 3MANCINI DELLA CHIARA 1979, scheda 227. 4GLASER 2000, scheda n. 145, p. 160. 5CHRISTIE’S 1969, lotto 175; CHRISTIE’S 1981, n. 202; CHRISTIE’S, coll. Sackler, 1994, lotto n. 33; CRISTIE’S 1980, lotto n. 47.

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