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Lot 65: An albarello vase, Montelupo, first half of the 16th century

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

25 October 2016

Genoa, GE, Italy

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  • An albarello vase, Montelupo, first half of the 16th century
  • An albarello vase, Montelupo, first half of the 16th century
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Description: Maiolica Altezza cm 21,2 Conservazione: buona Provenienza: collezione privata , Albarello a parete cilindrica piuttosto rastremata sulla zona mediana, base carenata con piede accennato e bocca ampia con orlo appena estroflesso. Sulla zona mediana, all’interno di un ampio cartiglio orizzontale, è tracciata l’indicazione farmaceutica “EMPL.DIAFINICO”; sulla restante superficie si dispongono delle foglie “ac- cartocciate” rincorrentesi. Dipinto in arancio, blu e verde. L’opera è tipica espressione della vasta produzione di Montelupo del ‘500, quando ormai si era specializzata in un repertorio di “palmette persiane”,“occhi di penna di pavone”,“foglie di brionia” e “foglie accartocciate”, quest’ultime ispirate soprattutto da modelli decorativi forniti dalla miniatura gotica. Fausto Berti, osservando soprattutto le evidenze dal territorio montelupino, attesta come tale tipologia, che suggerisce di denominare “floreale evoluta”, faccia la sua comparsa verso la fine del ‘400, in una fase di standardizzazione produttiva, e come si mantenga senza sostanziali modifiche sino alla forma “estenuata”, che inizierà a scomprarire dagli anni ’40 del ‘5001. Alcuni albarelli simili (foggia, dimensioni, decorazione e epigrafia) , si conservano nel Museo di Faenza, sia nella donazione Cora2 sia nella donazione Mereghi3, altri invece sono passati sul collezione privata4 e un tempo erano in prestiose raccolte private come la Beckerath5, Adda6, Serra7, Volpi8. La scritta si riferisce all’ “Emplastrum Diafinicon”, che, come si legge nel Melichio, poteva essere di Alessandro o di Mesue; quest’ultimo dice che “conforta il stomaco, e il fegato”9. 1BERTI 1998, p. 114. 2BOJANI- RAVANELLI GUIDOTTI- FANFANI 1985, schede nn. 475 e 476, p. 191. 3RAVANELLI GUIDOTTI 1987, schede 71 e 72, pp. 190- 191. 4GALERIE GEORGES PETIT 1914, nn. 240 e 242. 5COLL. BECKERATH 1913, n. 150. 6RACKHAM 1959, fig. 127, n. 312. 7LA PORTA D’ORO 1964, nn. 19 e 128.Si vedano anche: CHRISTIE’S 1965, lotto n. 58; CASATI MIGLIORINI 2002, p. 28; MAGNANI 2002, schede 25- 28, pp. 100- 103 ) 8COLLECTION VOLPI 1910,Tav. XXXIX. 9MELICHIO 1596, pp. 155- 156.

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